Le parole chiave per indicizzare il sito internet

I motori di ricerca (“Google” nello specifico), hanno ormai raggiunto un tale grado di intelligenza artificiale da intuire quello che stiamo cerchiamo anche se abbiamo digitato degli errori di battitura. Cerchiamo di capire in base a questo come trovare le parole chiave per indicizzare il sito internet.

La vera e propria rivoluzione ha avuto inizio dal 2013 con una serie di importanti aggiornamenti, ma progressivamente Google continua ad apportare modifiche agli algoritmi per gestire le informazioni con l’obiettivo di rendere il sistema sempre più user friendly. Dal 2016 in particolare la “Semantic Search”  ha rivoluzionato  il modo in cui  il motore di ricerca analizza contenuti presenti sul web:  è una funzione che riesce ad avvicinarsi in modo più diretto agli intenti dell’utente e al significato dei termini inseriti al fine di trovare risultati più rilevanti.

Le parole chiave per indicizzare il sito internet

Il motore considera pertanto le intenzioni dell’utente e non solo le parole chiave inserite. In sintesi, chiedendo al motore “dove mangiare pesce a Roma”,  vengono utilizzate le funzioni semantiche del nuovo sistema per trovare i risultati in base alle necessità dell’utente: probabilmente si vuole andare al ristorante, ergo, vengono considerati i siti web di ristoranti specializzati in cucina a base di pesce, anche senza averlo espressamente richiesto.

Tutto questo cambia il modo in cui dobbiamo pensare a realizzare la ricerca delle parole chiave per il nostro sito internet, oltre il concetto letterale della parola chiave inserita, ma utilizzando una serie di associazioni semantiche (in relazione al contesto) che collegano insieme keywords anche senza la stessa radice lessicale.

Abbandonate il keyword stuffing

Il  vecchio concetto di “exact-match” (corrispondenza tra richiesta e risultato) rimane ancora valido, ma è completato  da queste particolari relazioni “semantiche” tra parole e contenuti, secondo il principio logico che le parole usate nello stesso contesto tendono ad avere significati simili.

La caratteristica fondamentale è la capacità di identificare ed estrarre il contenuto concettuale di un documento e rispondere alle domande attraverso una valutazione degli altri documenti presenti nell’archivio. Per farlo, prima vengono analizzati i documenti indicizzati collegando termini riferiti a un concetto e poi si stabilisce un altro rapporto tra le domande che fanno gli utenti e i concetti che sono indicizzati.

Questo significa che praticare il keyword stuffing , ovvero ripetere molte volte le parole chiave nel testo e nelle descrizioni, sarà penalizzato a favore di contenuti naturali e “più umani”.

LA RICERCA PRATICA DELLE PAROLE CHIAVE

Per interpretare una parola chiave Google usa due sistemi:

Quantitativo: ovvero ricerca i siti web che sono posizionati con le stesse parole chiave più comuni contenute nei testi nel sito.

Qualitativo: rispetta i principi visti sulle relazioni semantiche tra parole.

La cosa migliore da fare è cominciare la nostra ricerca ponendosi una serie di domande che consentono di effettuare un primo schema delle parole chiave:

  1. In una breve frase la mission aziendale? =  Cucinare del buon pesce.
  2. Chi sono? = Ristorante di pesce
  3. Quali servizi offro? = Pranzi di lavoro, Cene, Matrimoni, ecc..
  4. Qual è il mio profilo cliente? = buon gustai e amanti del pesce
  5. Dove mi trovo? = A Roma in via dell’ostrica 6

Ora possiamo creare un documento Excel per  procedere al raggruppamento delle parole chiave in categorie e gestirle meglio nel tempo.
Le nuove keyword sono da associare alla categoria di riferimento, ad esempio: la parola chiave “ristoranti di pesce a Roma” potrebbe essere il titolo della categoria  per dividere il sito web in ulteriori sottocategorie in cui inserire i diversi tipi di informazioni.

Individuato il nostro elenco di parole chiave, utilizziamo dei siti gratuiti per un’analisi più specifica:

GOOGLE SUGGEST

Il primo e il più semplice sistema, consiste nell’individuare nuove keyword per le quali posizionare il sito o le nostre nuove singole pagine, inserendo direttamente il titolo o la parola chiave nella barra degli indirizzi in alto usando il browser chrome.

Una volta cercata la prima volta, inseritela nuovamente nel campo di ricerca di Google subito sotto,  non so se ve ne siete mai accorti, ma mentre state scrivendo, sotto compaiono delle ulteriori parole, che in teoria vi dovrebbero aiutare a decidere cosa cercare. In realtà quelle che vedete sono le frasi che maggiormente vengono richieste al motore di ricerca!

Google, tramite questa funzionalità, suggerisce una serie di query digitate con elevata frequenza dagli utenti e che hanno attinenza con l’argomento inserito inizialmente.

ÜBERSUGGEST

https://ubersuggest.io/

Questo fantastico sito prende i dati da Google Suggest  (vedi sopra) ed offre una lista completa  di tutte le possibili combinazioni di parole chiave che si possono trovare. Basta immettere la parola chiave, si sceglie la lingua e premendo su “suggest” si ottengono i risultati.

GOOGLE TRENDS

https://trends.google.it/trends/?geo=IT

Google Trends è una funzione relativa alle tendenze di ricerca che mostra la frequenza con cui un determinato termine di ricerca viene inserito nel motore di ricerca di Google rispetto al volume di ricerca totale del sito in un determinato periodo di tempo. Google Trends può essere utilizzato per la ricerca comparativa di parole chiave e per scoprire picchi innescati da eventi nel volume di ricerca delle parole chiave. Google Trends fornisce dati relativi alle parole chiave tra cui l’indice del volume di ricerca e informazioni geografiche sugli utenti dei motori di ricerca.

KEYWORD PLANNER DI GOOGLE ADWORDS

https://adwords.google.com/home/tools/keyword-planner/

Copiamo il primo elenco di parole chiave all’interno del: “il tuo prodotto o servizio”.
Ordiniamo i risultati sul numero di ricerche mensili con : “Media ricerche mensili” per scaricare l’intero elenco di parole chiave in formato CSV .

TERMINI IN LINGUA ORIGINALE

Nel Web Marketing, per esempio, termini come e-commerce, landing page o call to action, sostituiscono le parole italiane “commercio elettronico”, “pagina di atterraggio” o “chiamata all’azione”. In questi casi dobbiamo utilizzare entrambe le varianti in italiano e lingua originale perchè darà maggior valore ai contenuti.

RICERCA DI SINONIMI

Utilizzare i sinonimi dei concetti che vogliamo posizionare è una tecnica molto usata. Ci sono diversi siti che ci vengono in aiuto per esempio quello del Corriere:
http://dizionari.corriere.it/dizionario_sinonimi_contrari/
Il vantaggio è che usare sinonimi comunica con più precisione il tipo di servizio che si sta promuovendo, e si favorisce la comprensione dei contenuti da parte del motore di ricerca.