Fare SEO con BERT

A settembre del 2019 Google ha fatto una bella sorpresa al mondo del SEO. Un nuovo cambiamento nell’algoritmo di ranking dei motori di ricerca di Google, Mr. BERT.

BERT in realtà non è un nome di battesimo ma è l’acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers. Di tanto in tanto, Google sembra divertirsi ad introdurre un aggiornamento dell’algoritmo che scuote il mondo dell’ottimizzazione dei motori di ricerca. In passato, abbiamo già visto altri nomi “divertenti” sotto forma di alias come: Google Panda, Google Penguin e Hummingbird.

In questo post vi spiegheremo tutto ciò che c’è da sapere sull’ultimo aggiornamento dell’algoritmo di Google: Google BERT.

BERT  scopriamo chi è e cosa vuole

Google BERT può essere un grosso problema perché è il naturale passo successivo nell’evoluzione dei motori di ricerca, dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico.  Il nuovo algoritmo aiuta il motore di ricerca di Google a comprendere meglio le query utilizzate dagli utenti.

Google stessa annuncia che BERT aumenterà ancora l’efficienza del già notissimo omonimo motore di ricerca e otterrà un ulteriore vantaggio competitivo, poiché Google sarebbe in grado ora di comprendere meglio l’intento di ricerca dell’utente, presentando risultati più accurati e pertinenti a vantaggio di tutti.

In definitiva, vuole aiutare l’utente finale, non dimentichiamoci che è la mission principale di Google: ridurre il tempo che si trascorre nelle pagine dei risultati del motore di ricerca per trovare il risultato desiderato.

Come consulenti SEO o creatori di contenuti, cosa possiamo fare per assicurarci che Google BERT non abbia un impatto negativo sulle classifiche dei motori di ricerca del nostro sito Web e, invece, possa aiutarci a migliorare la presenza nelle SERP?

Ecco i passaggi più importanti da eseguire

1) Comprendere quale sia precisamente il nostro pubblico e le sue query di ricerca

Se non capisci per primo chi è il tuo pubblico, cosa vuole, quali sono le domande dei tuoi clienti e come vengono cercate, non sarai mai in grado di pensare come loro e dare loro le risposte che cercano. Comprendere il tuo pubblico, quindi, è il primo e più cruciale passo.

Possiamo utilizzare Google Analytics, uno degli strumenti più utili mai sviluppati per queste funzioni avanzate, come esplorare i rapporti sul comportamento del Pubblico per imparare il più possibile sui visitatori del sito Web e su come interagiscono con i contenuti.

Si consiglia inoltre di creare le buyer personas per comprendere appieno i diversi tipi di pubblico che il tuo sito Web potrebbe attirare.

2) Creare contenuti dettagliati e utili

Una volta compreso il pubblico, il passaggio successivo consiste nel creare contenuti estremamente utili per i visitatori del sito Web.
Si tratta di scrivere almeno 300/400 parole, per dare l’adeguata importanza in termini di approfondimento, ma contemporaneamente poter riuscire a rispondere alla domanda a cui si fa riferimento nel post già nelle prime righe.

I contenuti di lunga durata pieni di informazioni e che rispondono alle domande in modo chiaro e completo andranno bene anche nell’era post-BERT.
Si tratta però di rinnovarli e tenerli aggiornati per dimostrare a BERT che non si tratta di informazioni troppo obsolete.

Molte delle vecchie pillar page che dovevano soddisfare le condizioni dei predecessori di BERT erano molto esaustive, a volte fin troppo, ossia potevano avere migliaia di parole per i contenuti, ben oltre le 300/400 consigliate e trattare di molteplici argomenti diversi anche se in parte collegati tra loro, facendo sembrare al motore di ricerca di essere non ben focalizzati ma quasi dispersivi. Allora, come possiamo far fronte a questa particolare situazione?

3) Proviamo la nuova strategia di contenuto “pillar + cluster”

La strategia di contenuto pillar + cluster collegato sta funzionando per molti siti Web. Anche HubSpot ha recentemente adottato questa tecnica ottenendo ottimi risultati.

In questa strategia, è possibile creare un contenuto “pillar” (oppure utilizzare la vecchia pillar page creata precedentemente) su un argomento molto ampio. Quindi si selezionano alcuni argomenti secondari correlati e si crea un post relativamente più piccolo su ciascuno di essi di circa 300 parole. Alla fine, si collegano i post del cluster con il contenuto del pilastro principale e viceversa.

L’idea è che ogni post vada a coprire in dettaglio un argomento o un argomento secondario, quindi c’è sempre qualcosa da classificare nelle SERP per una query pertinente!

4) Usare le parole chiave a coda lunga

Google BERT ha come target prioritario le parole chiave a coda lunga e le query di conversazione. Ciò può rappresentare un’opportunità per creare contenuti più pertinenti e utili con delle parole chiave a coda lunga.

Le parole chiave a coda lunga di solito esplorano un argomento secondario in dettaglio, che consente di pubblicare post sul blog più elaborati e informativi.

Questo è qualcosa che può essere sfruttato per un migliore posizionamento nei motori di ricerca. Per inserire più parole chiave o frasi chiave a coda lunga, suggeriamo di utilizzare gli appositi campi di Yoast professional. Leggi ulteriori informazioni sulle parole chiave a coda lunga cliccando qui  (ad esempio, l’articolo che state leggendo è una pagina pillar, mentre il link con l’approfondimento sulle parole chiave a coda lunga è un cluster).

5) L’importanza di Citare le fonti

Se i webmaster vogliono rimanere all’avanguardia, dovranno essere più utili ai loro lettori con contenuti sempre più pertinenti, credibili e verificabili. Scrivere bene in italiano non è più sufficiente. Google ora vuole anche una prova sulla veridicità dei contenuti, specialmente quando si tratta di argomenti che riguardano l’ambiente scientifico/medico, oppure storico od economico.

Questi settori sono stati recentemente penalizzati drasticamente da BERT anche per questo motivo. Suggeriamo pertanto in chiusura del post di citare il sito con un chiaro link di riferimento che comprenda almeno una parte dei contenuti trattati, spesso di tratterà di siti istituzionali o .org come università ed enti governativi  (che dovrebbero avere una certa autorevolezza).

Usa i suggerimenti menzionati in questo articolo e andrà tutto bene.

In caso di domande, non esitare a contattarci.