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	<title>GDPR Archivi - Tutor Comunicazione</title>
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	<title>GDPR Archivi - Tutor Comunicazione</title>
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		<title>GDPR: principi chiave</title>
		<link>https://www.tutorcomunicazione.com/gdpr-principi-chiave/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 14:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[GDPR]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fonte contenuti dell&#8217;articolo:  emailmarketingblog.it Con l&#8217;entrata in vigore del GDPR (General Data Protection Regulation) e la sua prossima esecutività a partire dal 25 Maggio 2018, coloro che operano nel marketing non potranno che fare...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tutorcomunicazione.com/gdpr-principi-chiave/">GDPR: principi chiave</a> proviene da <a href="https://www.tutorcomunicazione.com">Tutor Comunicazione</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte contenuti dell&#8217;articolo:  <a href="https://emailmarketingblog.it/blog/2018/01/23/marketing-e-gdpr-i-principi-chiave-che-ogni-marketer-deve-conoscere" target="_blank" rel="noopener noreferrer">emailmarketingblog.it</a></p>
<hr />
<p>Con l&#8217;entrata in vigore del <strong><a href="http://www.garanteprivacy.it/guida-all-applicazione-del-regolamento-europeo-in-materia-di-protezione-dei-dati-personali" target="_blank" rel="noopener noreferrer">GDPR (General Data Protection Regulation)</a></strong> e la sua prossima esecutività a partire dal <strong>25 Maggio 2018</strong>, coloro che operano nel marketing non potranno che fare i conti sulle novità introdotte, ben potendo però contare sulla coerenza delle normative privacy in tutta Europa a differenza di quanto accadeva in passato. Aziende e professionisti del marketing dovranno in particolar modo tenere presente <strong>alcuni principi chiave</strong>, il cui rispetto sarà fondamentale per lo svolgimento di un&#8217;attività marketing oriented legittima e conforme alla normativa.<br />
<span id="more-3848"></span></p>
<h3>IL CONSENSO</h3>
<p>La possibilità di svolgere <strong>attività promozionale o di commercializzazione</strong> attraverso posta elettronica è <strong>subordinata al previo consenso</strong> dell&#8217;interessato.</p>
<p>Il Garante ha più volte ribadito che <strong>gli indirizzi di posta elettronica contengono dati personali</strong>, anche qualora il nome dominio sia riferibile a una persona giuridica, cioè a una società.</p>
<p>Il consenso è inoltre <strong>un vincolo necessario</strong> a prescindere dalla facilità con la quale sia possibile reperire un indirizzo di posta elettronica e dal fatto che <strong>sia pubblicato sulla rete internet</strong> (es. elenchi abbonati, email pubblicate in siti web, etc..).</p>
<p>Questo significa che avere a disposizione un indirizzo mail <strong>non consente</strong>, di per se, il legittimo utilizzo per comunicazioni promozionali o commerciali <strong>senza previo specifico consenso dell&#8217;interessato</strong>.</p>
<p>Il GDPR, <strong>al considerando 32</strong>, prevede che il consenso vada espresso mediante <strong>“un&#8217;azione positiva inequivocabile”</strong>, con la quale l&#8217;interessato manifesta l&#8217;intenzione libera, specifica e informata di accettare il trattamento.</p>
<p>Non configura quindi consenso <strong>il silenzio, l&#8217;inattività o la preselezione di caselle</strong>.</p>
<p>Parimenti, il Garante ritiene costituisca elusione della normativa la prassi che consiste nel <strong>richiedere il consenso dell&#8217;interessato attraverso una prima mail avente comunque contenuto promozionale</strong>, oppure riconoscendo all&#8217;utente <strong>un semplice diritto di opt-out</strong>, ossia la facoltà di attivarsi al fine di non ricevere più messaggi dello stesso tipo.</p>
<h3><strong>In pratica: Il consenso deve essere raccolto attraverso delle opzioni di scelta positive, quali la spunta di un&#8217;apposita casella non preselezionata che indichi la specifica finalità dell&#8217;invio di comunicazioni commerciali o promozionali.</strong></h3>
<p>In particolare, se il consenso è richiesto con modalità elettronica, tale richiesta deve essere <strong>chiara, concisa e non disturbare inutilmente il servizio</strong> per il quale il consenso è espresso.</p>
<p>Ancor meglio se tutti i dati di opt-in relativi al consenso utente saranno gestiti centralmente così da allineare in tempo reale tutti i sistemi terzi che sfruttano quel dato.</p>
<p><strong>L&#8217;onere della prova</strong>, ovvero a chi spetta provare che il consenso sia stato rilasciato correttamente, <strong>è a carico del titolare del trattamento</strong>.</p>
<p>Questi deve quindi essere in grado di <strong>dimostrare che l&#8217;interessato ha espresso il proprio consenso </strong>specifico per la finalità di marketing ed è quindi sempre preferibile predisporre la raccolta dei dati avendo cura di procurarsi la prova del consenso ricevuto, quantomeno mediante un&#8217;azione informatica come la selezione di una specifica casella.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h3>L&#8217;INFORMATIVA</h3>
<p>L&#8217;informativa all&#8217;interessato rappresenta, già dalla vigenza del Codice Privacy, uno degli <strong>adempimenti principali</strong> posti in capo al titolare del trattamento.</p>
<p>I contenuti dell&#8217;informativa sono elencati in modo tassativo degli <strong>artt. 13 e 14 del GDPR</strong>, in parte più ampi rispetto a quelli previsti dal Codice Privacy.</p>
<p>L&#8217;informativa deve essere fornita all&#8217;utente <strong>prima di effettuare la raccolta dei dati</strong>, deve avere forma <strong>concisa e facilmente comprensibile</strong>, deve essere <strong>facilmente accessibile</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del marketing attraverso strumenti informatici l&#8217;informativa deve essere data <strong>preferibilmente per iscritto e in formato elettronico</strong>, così che l&#8217;utente possa <strong>scaricarla e conservarla</strong>.</p>
<p>L&#8217;informativa è un documento fondamentale per valutare la compliance rispetto al GDPR, ma è anche <strong>preludio al consenso</strong> e per tale ragione la correttezza e la completezza sono requisiti necessari per poter raccogliere consensi validi e legittimi.</p>
<p><strong>In pratica:</strong> è fondamentale verificare che la propria <strong>Privacy Policy</strong> contenga tutti gli elementi obbligatori previsti dal GDPR e che sia di <strong>facile accesso per l&#8217;utente</strong> mediante appositi link ben individuabili e accessibili prima della raccolta dei dati.</p>
<p><strong>Evitate il copia incolla di modelli rinvenuti nel web</strong>: le informazioni obbligatorie da inserire nella policy riguardano le <strong>finalità del trattamento</strong>, la <strong>tipologia di dati raccolti</strong>, l&#8217;identità e i dati di contatto del titolare del trattamento, del responsabile e del DPO (Data Protection Officer), il <strong>periodo di conservazione dei dati</strong> e, più in generale, informazioni che come è facile intuire <strong>possono variare moltissimo da titolare a titolare</strong>.</p>
<p>L&#8217;informativa presentata dal GDPR mal si accosta insomma a modelli predefiniti, che potrebbero <strong>non rispondere pienamente alle vostre esigenze</strong> o, nella peggiore delle ipotesi, <strong>potrebbero persino esporvi a sanzioni</strong>.</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<h3> I DIRITTI DELL&#8217;INTERESSATO</h3>
<p>Il GDPR prevede diverse disposizioni che attribuiscono agli individui <strong>specifici diritti</strong> volti ad assicurare <strong>un maggior controllo</strong> sul modo in cui i loro dati vengono raccolti e utilizzati, inclusa la possibilità di <strong>accedervi o rimuoverli</strong>.</p>
<p>Il professionista del marketing dovrà quindi assicurarsi che gli utenti <strong>possano accedere facilmente ai propri dati</strong> e che siano posti nella condizione di <strong>revocare in qualsiasi momento il loro consenso al trattamento</strong>.</p>
<p>Il GDPR introduce per l&#8217;interessato una serie di diritti attivabili mediante l&#8217;invio di una richiesta al titolare del trattamento, che dovrà <strong>darvi riscontro entro 1 mese</strong> o, in casi di particolare complessità, entro 3 mesi.</p>
<p>A titolo esemplificativo, rinviando alla lettura della norma per l&#8217;elencazione completa dei diritti, all&#8217;interessato è riconosciuto il diritto di <strong>accedere ai dati personali raccolti e di riceverne copia</strong>, il diritto di <strong>ottenere la rettifica dei dati</strong>, il diritto di <strong>chiedere la limitazione, ossia una restrizione, del trattamento,</strong> il diritto di opposizione e il <strong>diritto all&#8217;oblio</strong>.</p>
<p>I titolari del trattamento dovranno quindi adottare le misure tecniche e organizzative eventualmente necessarie per favorire l&#8217;esercizio dei suddetti diritti e il riscontro alle richieste presentate dagli interessati che, a differenza di quanto attualmente previsto, dovrà avere per impostazione predefinita forma scritta, anche elettronica.</p>
<p><strong>In pratica:</strong> La sezione dell&#8217;account personale dell&#8217;utente dovrà fornire una serie di possibilità tra cui visualizzare in qualsiasi momento le proprie informazioni, modificarle, cancellarle o scaricarle.</p>
<p>Per consentire all&#8217;utente di disiscriversi autonomamente e facilmente, basterà includere <strong>un link di annullamento dell&#8217;iscrizione</strong> all&#8217;interno del modello stesso di email inviata.</p>
<p>Per evitare cancellazioni indiscriminate, potrebbe essere utile garantire la facoltà agli utenti di gestire le proprie preferenze di posta elettronica, selezionando gli argomenti di maggiore interesse sui quali vogliano continuare a ricevere informazioni, come ad esempio consente di fare Twitter.</p>
<p><strong>Cosa fare dunque in vista dell&#8217;esecutività del GDPR?</strong></p>
<ol>
<li><strong>Controllate la vostra informativa:</strong> contiene gli elementi obbligatori previsti dal GDPR? E&#8217; formulata in maniera chiara e trasparente? E&#8217; messa a disposizione dell&#8217;utente prima della raccolta dei dati? In caso di risposta negativa, provvedete alla sua predisposizione o al suo aggiornamento, evitando i copia &#8211; incolla.</li>
<li><strong>Controllate la vostra lista contatti</strong>: rimuovete chiunque non disponga di una registrazione del consenso e assicuratevi che i nuovi utenti confermino specificamente l&#8217;intenzione di iscriversi alla vostra newsletter. Il consenso raccolto prima del 25 Maggio 2018 <strong>resta valido se ha tutte le caratteristiche che il GDPR richiede</strong>, diversamente sarà opportuno adoperarsi per <strong>raccogliere nuovamente il consenso</strong> degli interessati secondo quando previsto dal GDPR, predisponendo le opportune modifiche o le integrazioni operative e documentali.</li>
<li><strong>Minimizzate:</strong> valutate i dati che avete raccolto e quelli che state raccogliendo, in ossequio al principio di minimizzazione ribadito dal GDPR. Privilegiate la raccolta <strong>dei soli dati personali di cui avete bisogno</strong> e che effettivamente utilizzerete nelle vostre attività di promozione e comunicazione commerciale: è possibile comprendere le preferenze dell&#8217;utente anche senza raccogliere dati personali.</li>
<li><strong>Ottenete un valido consenso:</strong> non contattate qualcuno per offerte commerciali o promozionali a meno che non lo richieda espressamente. Il consenso a ricevere tale tipo di comunicazioni non si presume, ma <strong>deve essere provato e fornito per la specifica finalità di marketing</strong>.</li>
</ol>
<div>
<hr />
<p><strong>Articolo a cura dell&#8217;Avv. G. Casacci<br />
</strong><em>Dal 2013 si occupa di consulenza e pianificazione delle attività d&#8217;impresa in materia di diritto del web e contrattualistica. Collabora stabilmente con aziende ed enti fornendo consulenza legale a liberi professionisti, Start up e PMI innovative&#8230;<br />
http://avvocatogiuliacasacci.it</em></p>
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